La solitudine cos’è? L’ho chiesto alla Treccani, alla Musica e alla Letteratura.

solitùdine s. f. [dal lat. solitudo -dĭnis, der. di solus «solo»]. – 1. La condizione, lo stato di chi è solo, come situazione passeggera o duratura: amare, desiderare, cercare, fuggire, temere la s.; sentire desiderio di s., di un po’ di s.; beata la s.,finalmente un po’ di pace!, come espressione fam. di sollievo; cercare, trovare la serenità dell’animo nella s. di un convento (v. anche la frase lat. o beata solitudo, ecc.); anche, condizione di chi vive solo, dal punto di vista materiale, affettivo e sim.: vivere in s., nella più nera s.; trascorrere la vecchiaia in s.; sentire il peso, o la tristezza, della propria solitudine.

Con una semplice ricerca su Google, scrivendo la parola ‘solitudine‘, troviamo  una serie di risultati davvero interessanti.

Frasi sulla solitudine, Psicoanalisi, Stop Solitudine, Come abbattere la solitudine, Impara a goderti la solitudine, e via così scorrendo…

La solitudine, questa ingombrante condizione, definizione attribuitagli dal vocabolario Treccani, cos’è?

Per rispondere a questa domanda, mi sono fatta aiutare dalle Arti: Musica, Pittura, Teatro, Letteratura, oltre che da medievali concetti legati alla Religione, penso al termine Anacoreta.

L’ho chiesto alla Musica  e le canzoni sono subito accorse in mio aiuto. Ho cercato, tra gli artisti italiani, a cui attribuisco un certo valore scrittorio, testi che contenessero proprio nel titolo la parola solitudine. Inutile precisare che quella canzonetta balzata subito alla vostra mente cantata da una certa Laura, non è menzionata :). 

Non è stato così semplice, in quanto questa condizione viene spesso descritta, ma nominata quasi mai!

Dunque alla mia domanda ‘Cos’è la solitudine?’ i testi rispondono così:

La solitudine
non è mica una follia
è indispensabile
per star bene in compagnia. (Gaber, La solitudine)

Chissà cos’è quel moto che ci unisce e ci divide,
e quel parlare inutilmente delle nostre incomprensioni,
di certi passeggeri malumori.
Amata solitudine,
isola benedetta. (Battiato, Amata solitudine)

Ah ah ah
La solitudine perché c’è?
La solitudine perché c’è?
Ah ah ah (A. Bianco, La solitudine perché c’è?)

Anche se i nostri baci
erano i soli che
parevano fermare il tempo
che non ritornera’.
Questa e’ la faccia che troverai
questo il corpo che aspetta,
queste le carte che gioco
in perfetta solitudine…
in perfetta solitudine…
in perfetta solitudine. (Diaframma, In perfetta solitudine) 

Il bene fa dimenticare
chi c’è all’ origine
da chi proviene.
La solitudine e’ un ombra
che si rivela a chi
si sente inutile
e anche chi protegge il mondo
ne sente il peso se
nessuno si rivolge a lui. (Le Orme, La solitudine di chi protegge il mondo)

Le parole ci vengono in aiuto. Spesso questa condizione è difficile da spiegare e ancor di più da vivere. Con essa bisogna cercare il compromesso, una giusta via di mezzo, affinché non ci travolga irrimediabilmente, rendendoci soli sempre. La solitudine è mia amica, dico spesso a me stessa, mi permette di fermarmi e guardarmi dentro, fuori, infondo all’anima, nei pensieri. Consente di osservarmi dall’esterno.

Apprezzare una condizione è il primo passo per creare con essa un rapporto sano.

In Letteratura, da Seneca in avanti, questa condizione viene totalmente sviscerata, non solo nel suo legame con la tristezza, ma come risultato di un isolamento volontario, di distacco dal mondo, momentaneo o prolungato nel tempo, per riflettere, studiare, riposare. La mente e il corpo ne hanno estremo bisogno, anche se a volte ci fa paura ammetterlo. Penso ad una frase di Pasolini «Bisogna essere molto forti per amare la solitudine», vero, lo penso anch’io, ma Schopenhauer di risposta ci dice «Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli».

Kafka nei suoi ‘Diari‘ scrisse

«Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te».

E questo,  cari miei, NON prevede il restare in casa e abbuffarsi di vita virtuale. Cerchiamo di non vivere in funzione di quel mondo, che ci racconta ciò che vuole. Ignorandolo, riscopriremo i veri legami, i veri sentimenti e le condizioni umane, come la solitudine. Siamo fatti di tutto questo e molto altro ancora.

 

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Foto di Unklar – Oceano da Galway (Irlanda) 

 

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