Caffè. Una lunga storia d’amore.

I just realized I am not a morning person

I’m a coffee person

Quando si parla di amore, di solito si da per scontato che lo si rivolga ad un altro essere vivente, una persona, un animale. A volte l’amore può nascere anche nei confronti di un lavoro, di un oggetto, di un cibo o di una bevanda.

Quando penso al caffè sento le farfalle allo stomaco e, oltre a sentire la necessità di berne subito uno, ricordo tutte le volte che siamo stati insieme.

La mia storia d’amore con Lui è nata molti anni fa, quando i miei nonni, napoletani veraci, dicevano a mia madre ‘Che sarà mai! Un goccino con un po’ d’acqua, che male può farle?’. Io già eccitata ancor prima di berlo, solo al suo profumo, mia madre un po’ meno, pensando che potesse farmi male. Ho amato i miei nonni anche per questo. Intorno al tavolo, nei pomeriggi passati con loro a bere il caffè, a parlare, ascoltavo i discorsi dei grandi e mi sentivo grande anch’io, con quella tazzina tra le mani, abbondante in zucchero.

Negli anni con il mio compagno, nero e bollente, siamo diventati inseparabili. Mi è stato vicino nei mattini pre scuola, dandomi la giusta carica per affrontare le prime ore della giornata. Ricordo le scuole medie e la bidella che col suo fornellino elettrico preparava il caffè ai prof., ed io che la corrompevo affinché per cinquanta lire ne preparasse uno anche per me. Così anche la mia dose delle dieci era inghiottita e potevo sperare di terminare la giornata tra i banchi con gli occhi aperti e con il supporto necessario di caffeina.

Alle scuole superiori la storia d’amore è proseguita senza troppi intoppi. Fino a quel momento, c’era sempre qualche santa bidella che ne preparava un po’. Così io e Lui potevamo stare insieme sempre! Verso i sedici anni, ho scoperto il piacere di incontrarci al bar, a volte da soli, altre in compagnia e, nel ricordo di quei caffè allungati a casa dei nonni, ho scoperto di essere diventata grande, che non avevo più bisogno di immaginare di esserlo, che dei discorsi ora ero protagonista e non solo ascoltatrice, anche se quest ultimo attributo è rimasto parte attiva del mio carattere.

‘Dai allora ci vediamo per un caffè!?’.

Ecco la frase ricorrente della mia adolescenza, la maggior parte delle volte non era una domanda, ma un’affermazione, una certezza.  E come se fossero fotografie, i ricordi di quei momenti sono vivi nella memoria. Eccomi seduta nel solito bar, nel tavolino in fondo a destra, con un libro tra le mani e il caffè fumante davanti a me. Eccomi con le mie amiche, durante le nostre eterne colazioni, quando saltavamo la scuola, nelle giornate di sole. Eccomi con mia cugina, nei pomeriggi d’inverno, sempre allo stesso tavolino, mentre pensavamo che il mondo fosse ostile e immaginavamo una vita migliore, parlavamo spesso di ragazzi, anche se poi stavamo bene anche senza! Eccomi ancora, in uno strano pomeriggio di febbraio, con il mio Lui e l’altro, quello che poi sarebbe diventato mio marito.

Chissà se c’è ancora quel bar nella mia città natale e se ha conservato gli stessi arredi? La prossima volta passerò per verificare…

Il mio rapporto con Lui si è evoluto all’Università, quando ho iniziato a rifargli il look, provando a togliergli lo zucchero e a goderlo nero e amaro, esattamente come ero io, vestita di nero e amara.

E’ così che ho scoperto davvero il suo sapore e la sua abilità nel tenermi sveglia dopo: le lezioni del mattino, il lavoro nel pomeriggio e lo studio di notte; oppure, in un’altra fase, le lezioni al mattino, lo studio al pomeriggio e il lavoro di notte; ancora, il lavoro tutto il giorno e lo studio di notte. Il suo gusto forte e amaro, oltre ad avermi conquistata ancora una volta, ha fatto in modo che non cedessi. Lo ringrazio ancora oggi per essermi stato sempre vicino, per non avermi abbandonata mai!

Oggi il mio rapporto con Lui è sempre speciale, fatto di piccoli lieti momenti. A volte si allunga, ricordandomi un po’ quei caffè coi miei nonni.

La sua compagnia mai mi stanca ed è un amore vero. Non potrei vivere senza di Lui al mattino, non riuscirei a pensare, ad agire, ad essere me stessa. (Rivolgetemi la parola solo dopo il terzo caffè! Chi mi conosce, lo sa!)

Qualcuno di voi penserà che ho un problema di dipendenza da caffeina e probabilmente è così. Ma come posso rinunciarvi? Lui mi è stato accanto per trent’anni.

Mi piacerebbe conoscere le vostre storie d’amore con il Caffè. Scrivetemi se vi va! 🙂

Al prossimo Caffè!

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...