Hai un cane? Tienilo stretto! Ha molto da offrirti. Ti racconto la nostra storia…

Il cane. Essere speciale, non privo di difetti, ma con una serie di pregi ed un linguaggio che non permette fraintendimenti. Io di cani ne ho avuti per casa, fin da piccola, ricordo Rodi e Rocky, due Pastori Tedeschi, ‘addestrati’ dal mio papà alla vecchia maniera, fedeli come pochi, rispettosi dell’uomo e dei piccoli di casa, ubbidienti per ricevere un tozzo di pane o i resti di un pranzo. All’epoca non c’era tutta la vasta gamma di cibo industriale e quello che c’era costava troppo. I cani di casa amavano i propri umani, specie colui che li portava a spasso e chi li dava da mangiare.

Ricordo di aver imparato a camminare grazie a Rodi. Ero alta poco più di sessanta centimetri e ricordo ancora la consistenza del pelo al tatto, stretto tra le mie piccole mani. Mia mamma mi ritrovò in piedi, attaccata a lui, che non mosse un passo, probabilmente per paura di farmi cadere e piangere. Altri cani hanno attraversato la mia giovinezza, Minnie, Trufolo, Nerina, Pablo e altri dai nomi più bizzarri, erano i cani del quartiere, randagi di natura, amanti degli uomini e dei loro spuntini deliziosi, delle coccole e dei riposini nei letti dei ragazzini. Ricordo la presenza di un cane in ogni circostanza della mia vita, dalla più triste alla più gioiosa. Ci sono sempre stati.

Dal Duemilanove è entrato nella nostra vita, Jago, cane strano, lo definisco io. Con il suo carattere da eterno Peter Pan, con i suoi momenti di pura anarchia, con le sue richieste di attenzioni e la sua eterna voglia di cacciare. Lucertole, uccellini, mosche, farfalle, insomma, una vera passione/dedizione alla caccia. Non mi sono data pace per troppo tempo per lui, volevo offrirgli il massimo, capire i suoi pensieri e captare i suoi desideri. ‘Sei felice?’ mi è capitato spesso di chiedergli. Jago ha viaggiato con noi, ha subito cambiamenti radicali, traslochi, variazioni di coabitanti, la venuta di suoi simili, dimostrandoci sempre che ad avere dubbi eravamo solo noi. Lui mi ha insegnato l’importanza del periodo di decompressione, quando nella confusione, è il momento di rallentare, farsi un pisolino, sgranocchiare qualcosa di succulento, osservare l’orizzonte, marcare il territorio e riprendere a respirare. Mi ha anche insegnato che tutti meritano una possibilità, lo dimostra il suo scodinzolare a chiunque, anche quando l’altro lo ignora, lui lancia una leccatina rapida e passa  oltre. Jago mi ha insegnato la pazienza. Sia quella che ho sviluppato nei confronti del suo carattere testardo, sia nei confronti dei suoi simili, come quando arrivò nella nostra casa Laika.

Lei si che è arrivata in un momento davvero difficile, la mia testa pelata, il mio viso smunto, gli occhi vuoti e quasi senza sopracciglia, devono averla inquietata. Ma provvidenziale Jago, le ha spiegato che la situazione era complessa, che bisognava aver pazienza e che prima o poi tutto sarebbe stato più bello di prima. Ricordo come la fatica di portarli fuori si trasformava in gioia ogni volta che osservavo Laika crescere tra i suoi simili e imparare cosa è giusto e cosa è sbagliato. Cercare il mio sguardo di approvazione ogni volta che sentiva di aver fatto la cosa giusta. Ricordo l’approccio all’addestramento di ricerca per persone disperse, la sua voglia di imparare e diventare la prima della classe. Ricordo il corso per diventare addestratore cinofilo, con loro due al mio fianco, Laika la mia punta di diamante, dalla quale imparare il nuovo mondo dei primitivi. Lei la gerarchia ce l’ha scritta nel DNA e guai a non rispettarla! Ecco, Laika mi ha insegnato ad essere indulgente, paziente e autorevole. A rispondere alla sue domande senza imporle solo le risposte. A spiegarle il come e il quando. Lei mi ha insegnato che tutto ciò che è fatto in maniera sana, educativa e divertente, può dare i suoi frutti. Questi ultimi vanno attesi, proprio come Natura ci insegna.

Oggi loro sono accanto a me, come sempre, per affrontare questo nuovo capitolo della vita. Sono felice di averli al mio fianco. Sono la mia ricchezza, sono la prova che quel che abbiamo fatto insieme è reale. Se mi guardo indietro vedo sacrifici e sbattimenti, ma loro sono la prova del mio successo, loro sono la vita che ha continuato ad essere, conducendomi fino a qui. La nostra famiglia, per nomade che sia, è ancora qui, riunita, forte. Un branco che si sposta compatto. E fino a quando avrò la fortuna di godere della loro presenza spero di essere per loro quello che sono riusciti a farmi diventare, un leader, del quale fidarsi ciecamente.

Hudson 100%

Laika e Jago         Foto di Unklar

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