Strane dipendenze, chi non ne ha?

Passo e ripasso, ogni giorno, accanto alle solite vetrine. Ogni tanto mi capita di deviare il percorso, ma questa decisione un po’ mi spaventa, che ci volete fare, sono abitudinaria persino nelle strade che attraverso, specialmente qui, soprattutto ora. Cerco continuamente dei riferimenti da far diventare miei, mi guardo intorno sempre meno stranita. Studio, scruto, cerco familiarità nelle vie, nei marciapiedi, nelle vetrine, non ancora nei volti delle persone (anche se qualche volto si ripete nel tempo, ad esempio la vecchina alla fermata del bus, la signora in bici che va a a fare la spesa, l’operaio in Bäckerei che compra lo spuntino. Insomma una serie di sagome iniziano, anche loro, forzatamente, ad avere una certa familiarità con il mio quotidiano). Ho ritrovato il gusto di accomodarmi su una panchina a leggere un libro, mentre spizzico il mio pranzo e osservo il vicinato (giovani donne che spingono passeggini verso l’area giochi, anziane signore che spingono, o meglio, si sorreggono al loro carrellino e lentamente avanzano, serene. Uomini peripatetici in giacca e cravatta che discutono di colleghi o di altro, in modo animato, in questa lingua che piano piano inizia, anche lei, a divenirmi familiare. Poi ci sono le giovani compagnie che ridono e ascoltano la musica da youtube a tutto volume dal loro iPhone, facendomi trarre l’unica conclusione plausibile: tutti gli adolescenti, qui come lì, producono le stesse azioni e probabilmente gli stessi o simili pensieri).

E’sulle strade di questa cittadina che mi sono accorta di avere una dipendenza, dalla quale mi trovo in qualche modo in astinenza. Quelle deviazioni, di cui parlavo all’inizio, non sono state casuali, ma il mio olfatto mi ha condotto fino a quei due o tre isolati più in là dove si nascondono tre piccole librerie. Hanno belle vetrine con gli ultimi titoli, una selezione di libri super colorati e di qualsiasi dimensione per i più piccoli, un cartello con su scritto che  all’interno ti coccolano con una tazza di caffè fumante mentre ti aggiri tra gli scaffali,  fuori invece dei piccoli banchetti con le offerte della settimana. Le porte di ingresso sono spesso aperte all’ora in cui attraverso la mia astinenza, ogni giorno nelle ore più calde, essendo luglio, e non avendo l’aria condizionata.

Qualche giorno fa mi sono guardata dall’esterno e ho fatto caso al mio corpo e alle sue reazioni. Il cuore pompa più in fretta, deglutisco frequentemente, le mani si muovono nervose, la schiena rigida, la testa chinata leggermente in avanti fino a quando il mio naso non incontra quel muro fatto di profumo d’inchiostro, carta e colla. Allora la testa segue il naso e si rialza e si gira nella direzione della porta di ingresso di ognuna di esse. Infine il mio sguardo e la sensazione di malinconia che m’attraversa, mi riportano al momento esatto in cui la crisi finisce, quando ormai è alle spalle, almeno per quel giorno.

Qualcuno si chiederà perché non entro in ognuna di quelle librerie. L’ho fatto, lo giuro, almeno una volta per ognuna. Il risultato è stato che quella malinconia me la sento ancora addosso. Il perché è semplice. Lì, nel luogo che da sempre, insieme alla biblioteca, ho considerato il mio rifugio, ora mi sento smarrita, disarmata e impaurita. Titoli e libri mi guardano e dicono cose che non capisco, o che comprendo solo in parte. E scopro che quell’azione di normalità che attuavo puntualmente sulle strade italiane, qui non è più tale.

Continuerò a subire il loro fascino, mi avvicinerò a loro con discrezione, fino al giorno in cui mi concederò di entrare e sentirmi nuovamente a casa.

Intanto sia lodato Amazon.it!

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Foto tratta da mintlights.deviantart.com
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3 pensieri riguardo “Strane dipendenze, chi non ne ha?”

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

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